La fotografia di paesaggio (landscape) ha diverse “sorelle”, tra le quali il cityscape, ossia la fotografia di paesaggi urbani. Si tratta di un genere differente da quello architettonico e dalla fotografia “street”, più concentrata sull’elemento umano e sulla sua interazione con la città.
Ovviamente, come vedremo, i generi si intrecciano comunque spesso.
L’ambiente urbano offre spesso inaspettati aspetti paesaggistici, che però vanno interpretati, ovviamente, in modo differente rispetto alla wilderness.
Vediamo ora qualche spunto di riflessione, basato su alcuni shooting nell’area Porta Nuova di Milano, ma applicabili in qualsiasi ambiente urbano.

Il mio principale consiglio è quello di cercare di evitare di replicare la propria interpretazione del paesaggio naturale in quello cittadino, occorre imparare a leggere e previsualizzare l’ambiente in modo diverso e, di conseguenza, a sviluppare un repertorio personale differente.
Come al solito, vi consiglio di preparare prima la sessione fotografica, soprattutto se implica una trasferta.
Un’altra esortazione, che deriva da personali considerazioni etiche, ma anche dal desiderio di vivere l’esperienza fotografica cittadina in modo immersivo, è quello di utilizzare, quando possibile, i mezzi pubblici, o di spostarvi a piedi o in bicicletta.

Sfruttate le viste

Spesso la realtà cittadina è claustrofobica, però città come Milano, Roma, Torino e Parigi, per esempio, offrono momenti di “respiro”, grazie ai grandi viali, o alle aree verdi.
Rivolgendo il nostro occhio fotografico verso queste aree, o partendo da queste zone, spesso gli edifici guadagnano una spazialità altrimenti impossibile.
In un certo senso, si riesce a isolare una costruzione, o un gruppo di costruzioni, contestualizzandole.
Allo stesso modo si possono sfruttare altri elementi compositivi classici, come, per esempio, le cornici naturali, come nell’esempio che vi presento qui sotto, un rapido scatto “rubato” al volo, ma interessante dal punto di vista della composizione.

 

Alla ricerca di orizzonte e cielo

Proprio per questa “chiusura” delle situazioni cityscape, è spesso molto difficile incappare in due elementi che, invece, nell’ambiente naturale sono una costante: il cielo e l’orizzonte.
Un metodo per riguadagnare questo tipo di visione è quello di spostarsi in alto, banalmente salendo su un palazzo molto alto, oppure usando mezzi più arditi, come, per esempio, i droni, molto utilizzati dai professionisti in ambiente urbano (occhio alle normative nazionali e locali!).
In situazioni particolari, come l’area Porta Nuova di Milano, alcuni edifici sembrano “restituire” il cielo alla città e ai suoi abitanti, come nel caso della riflessione della foto che segue, evidenziata all’uso di una postproduzione mista bianco e nero/colore.

 

La presenza umana

Come per la fotografia in ambiente naturale, anche in città vale la pena di sottolineare la presenza dei suoi abitanti, in modo più o meno esplicito e didascalico.

La luce

In città è abbastanza difficile “domare” la luce: ombre e riflessioni sono all’ordine del giorno e spesso bisogna attendere ore per avere un giusto taglio di luce.
In questi attimi, però, spesso si verificano delle piccole magie, come quella che, insieme a una postproduzione volta all’high key, ha trasformato l’interno del nuovo Palazzo della Regione di Milano nella tana di un gigantesco ragno.

 

Imparate a conoscere i materiali

Tempo fa vi ho presentato un DVD, Gabriele Basilico, della collana Fotografia italiana, nel quale Basilico stesso parla del rispetto che il fotografo deve avere per i materiali.
Proprio i materiali sono i migliori amici del fotografo cityscape: sfruttando riflessioni, colori, rugosità, caratteristiche di assorbimento della luce e così via, potrete interagire in combinazioni presoché infinite con luci e chiaroscuri.
Lo scatto che segue, fatto con un banale smartphone, è l’unione della composizione delle ombre, del dinamismo quasi geometrico del piede del runner e della valorizzazione del materiale della strada.

Questi sono, ovviamente, solo degli spunti, se volete approfondire questi argomenti potete seguire il mio workshop Cityscape, il paesaggio urbano, teoria e pratica.
Di seguito, come abitudine, una mappa mentale da usare come traccia per sviluppare un vostro approccio personale alla fotografia del paesaggio urbano.