Ammettetelo: il perverso fascino del Phantastico Photographer vi ha stregati e, almeno per una volta, vorreste smettere di fare fotografie per iniziare, come dice lui, a “realizzare degli scatti“.

Bene, ecco qui i suoi “colpi segreti“:

  1. Il bokeh estremo. Diaframma tutto bello aperto, così il ritratto di un volto diventa quello della punta del naso.
  2. Il mistero nel controluce. Anche qui il nostro mito si esibisce in un colpo da maestro: il ritratto è sempre rigorosamente in controluce, senza ovviamente nessun colpo di flash di schiarita, il che rende il soggetto cupo e misterioso più di quanto farebbe un burqua.
  3. Lo sbilanciamento del bianco. La sua produzione ha nelle dominanti sbagliate un marchio di fabbrica, tutto ha un velo giallognolo, verdastro o marroncino, vagamente malaticcio e scialbo.
  4. La composizione etilica. Definita anche “da mal di mare” o “lisergica“: orizzonti storti, soggetti malamente tagliati, alberi sbilenchi…
  5. La postproduzione randomica. Ossia: apro Lightroom o Photoshop e gioco con i controlli, prima o poi qualcosa verrà fuori. Il workflow è superfluo, le idee non servono a nulla, la previsualizzazione è una parolaccia.