Se avete seguito qualche tutorial e qualche post del mio blog, probabilmente avrete ormai acquisito una mentalità da “fotografo consapevole“, più attento e lungimirante di chi, preso dall’entusiasmo iniziale, fotografa tutto e tutti in modo compulsivo.
La riuscita di uno scatto efficace richiede, quindi, un minimo di pianificazione e di quella che Ansel Adams definì “previsualizzazione“.
In questa prima lezione pratica del ciclo dedicato alla fotografia di paesaggio, perciò, vorrei analizzare con voi le principali operazioni preventive, che vi risparmieranno tempo, fatica e delusioni.
Da oggi, quindi, imparerete a gestire al meglio i vostri progetti fotografici, partendo dalla loro ideazione.

Fissare gli obiettivi

Sembra banale, ma all’atto pratico non lo è: chiaritevi subito quale è la vostra necessità finale. Un reportage generale su una zona, fotografie di albe o tramonti, cityscape con persone, paesaggi con nuvole, seascape con lunghi tempi di esposizione, …
Decidete subito, in altri termini, quali tipi di scatti volete portare a casa, ciò influenzerà tutte le fasi successive, dalla scelta dell’attrezzatura sino a quella dell’orario dello shooting.

Prevenire i problemi

Imparate a pianificare bene tutte le azioni prima, scrivete tutto (per esempio la checklist dell’attrezzatura è indispensabile) e, prima di partire per la vostra destinazione, ripassate mentalmente intenti, attrezzatura e ogni aspetto logistico.
Io da tempo utilizzo per la gestione dei progetti (non solo fotografici) il metodo delle mappe mentali.
Nei prossimi post, per ciascun progetto pubblicherò anche la relativa mappa mentale, che potrebbe esservi utile come traccia iniziale per le vostre.

Studiare il terreno

Imparate a valutare il terreno sul quale vi muoverete, possibilmente prima: un’occhiata a Google Maps, Google Earth e a delle mappe specifiche (anche cartacee) dell’area vi permetterà di individuare i soggetti interessanti e di studiare preventivamente il percorso da seguire.
Ognuno di noi, poi, con il tempo, sviluppa in tal senso delle tecniche specifiche.
Io, per esempio, se devo dedicarmi alla fotografia di paesaggio, preferisco sfruttare le ore con la luce migliore per gli scatti di insieme, mentre, solitamente, fotografo i dettagli sulla strada del ritorno, aiutandomi con il flash se necessario.
Un valido metodo per valutare soggetti interessanti in un’area sconosciuta è anche quello di fare un ricerca tramite Google immagini.
Non mancate di fare anche una ricerca geolocalizzata con Panoramio!

Sole, luna e stelle

Il tema “luce” è fondamentale: l’ora giusta o sbagliata fa la differenza tra uno scatto privo di ombre e uno efficace, tra una luce fredda e anonima e i colori caldi delle “golden hour“.
Io uso un’ottima app per Android e iOS, che si chiama SunSurveyor, che, tra le altre cose, mi mostra il preciso movimento del sole e della luna sulla mappa di Google, in modo che io possa rendermi conto di quando e dove mi dovrò trovare per fare rendere al meglio il soggetto che mi interessa.
L’ho installata sia sul tablet, che uso a casa per la pianificazione, sia sullo smartphone, per un utilizzo rapido sul campo.

L’attrezzatura

In base al terreno sul quale vi muoverete e al tipo di scatti che avete pianificato scegliete con attenzione l’attrezzatura fotografica e quella personale.
Nella fotografia di paesaggio non dovrebbero mai mancare il treppiede e lo scatto remoto.
Se la destinazione non vi è così vicina o accessibile, portatevi dietro un secondo corpo macchina o almeno una mirrorles o una compatta, nel malaugurato caso la vostra fotocamera principale si guastasse.

Nel prossimo post inzieremo con argomenti più pratici: l’interpretazione del soggetto e la composizione.