Prisma è un’app di gran moda, disponibile sia per Android, sia per iOS.

Appartiene a una categoria che io definirei “tamarrate ben riuscite“: fa una sola cosa, con notevole effetto, ma la fa bene.

Serve, in pratica, a convertire le nostre foto in opere pseudopittoriche, secondo stili ben riconoscibili e predefiniti.

I controlli sono ridotti all’osso: possiamo solo selezionare un effetto “preconfezionato” e deciderne l’intensità, per di più unicamente su un formato quadrato.

E’ ovvio che certe immagini “funzioneranno” meglio con un effetto piuttosto che con l’altro. E’ facile accorgersene già dal primo utilizzo, applicando i vari preset a una singola foto.

Se, però, facciamo uno sforzo e procediamo al contrario, possiamo sfruttare questo limite per allenare le nostre capacità di previsualizzazione, scegliendo prima l’effetto e scattando di conseguenza l’immagine che “funziona meglio”.

Impareremo così a relazionare in modo consapevole soggetto, composizione, contrasti, colori e altri elementi dell’immagine con la postproduzione.

Sarà un allenamento utile per imparare a fotografare già con in mente un “mood” finale per le nostre fotografie.