Ormai non è più sufficiente “essere su Internet”, ma occorre essere rintracciabili in mezzo a milioni di altre risorse.
Il posizionamento sui motori di ricerca, e le relative strategie SEO, sono quindi tra i temi più “caldi” che deve affrontare chi opera nel Web.
I contenuti non sono esenti da queste strategie, tanto che si parla di SEO writing.
Semplificando, se io devo scrivere di un certo argomento, posso usare tool come WordTracker o KeyWord Planner per individuare le keyword correlate più “forti”, la cui presenza nel mio testo può garantirmi un ranking più elevato.

E’ appunto una semplificazione, vi sono molte altre strategie da sfruttare, però questo esempio ci fa capire quanto il SEO possa influenzare quello che scriviamo.
La semplice scrittura SEO, però, a mio avviso non è sufficiente per rendere appetibili i nostri contenuti, anzi, può essere fuorviante e dannosa.
Prima di tutto contano le idee e la capacità di esprimerle. Altri fattori che premiano il posizionamento sono la condivisione dei contenuti, anche attraverso i social media, il numero di visite, la piattaforma, l’URL della pagina e così via.
Farci prendere dalla foga di rincorrere le keyword che sembrerebbero garantirci il migliore posizionamento potrebbe farci piombare dall’universo del Web 2.0 a quello delle Supercazzole 2.0, con testi privi di significato e di interesse per il pubblico.