Oggi vi propongo un esercizio un po’ di “autoanalisi”: provate a scattare qualche autoritratto.
Niente “selfie” stile “bimbominkia“, ma, al contrario, ritratti pensati e realizzati con attenzione.
Sono sufficienti un cavalletto, un display orientabile o una fotocamera in tethering (con cavo o wireless), un telecomando e, magari, un paio di fonti di luce (naturali o artificiali).
In primo luogo inizierete a padroneggiare la tecnica ritrattistica senza impegnare modelle e modelli, ma vi renderete anche conto di cosa significhi stare dall’altra parte della lente.
Riguardandovi, sicuramente imparerete qualcosa di nuovo su di voi e, in fase di postproduzione, sull’interpretazione del vostro io in modo fotografico.

Come è consuetudine per questa serie di articoli, cerco di non fornirvi troppe regole, ma questa volta vi saluto con due consigli “anti-bimbominkismo“: evitate di fotografarvi allo specchio e/o con la macchina fotografica in mano o, peggio, davanti agli occhi!