Chi segue questo blog e chi ha frequentato qualcuno dei miei workshop avrà ormai capito che non amo molto i dogmi.

Più che alle regole, sono interessato alla ricerca continua di un metodo il più possibile fluido.
Qualche mese fa, curiosamente, sono incappato in un bel documentario su Bruce Lee, che esprime in modo straordinariamente lucido la necessità di rompere la rigidità di schemi precostituiti.

 

Tornando a bomba o, meglio, alla fotografia, già in precedenza ho manifestato una certa allergia nei confronti dell’aderenza talebana a uno “stile”.

Bene, oggi allargo il concetto al “genere”.

Credo che sia più interessante imparare a interpretare, immagine per immagine, situazione per situazione, ciò che vediamo, piuttosto che incasellarlo com “ritratto”, “paesaggio”, “still-life”, e così via.

A volte si arriva al parossismo del genere con il sottogenere, con definizioni di “still-life indossato”, “paesaggio marino scattato con lunghi tempi di esposizione” e così via.

Penso che sia più utile, interessante e, soprattutto, divertente, concentraci invece in quel flusso creativo che dalla nostra visione arriva a colpire i sentimenti di chi guarda le nostre immagini.

Si possono rappresentare le persone, i paesaggi, le architetture e gli oggetti in mille modi, interpretandoli con altrettante modalità.

Io stesso, dovendo creare delle gallerie in qualche modo “tematiche” per presentare il mio lavoro, ho avuto difficoltà a incasellare molte foto.

Il criterio, alla fine, è stato quello di catalogare le immagini all’interno di (poche) categorie secondo la predominanza del tipo di elemento che per me rappresentava il mood e il messaggio.

Troverete, per esempio, nella sezione People delle foto che alcuni potrebbero interpretare come paesaggio.

L’immagine che vedete qui sotto è un esempio: per me l’ambiente contava meno delle persone sulla seggiovia, di qui l’interpretazione di un paesaggio desaturato e high-key, intenzionalmente poco leggibile.

Dazzled

La sezione che rappresenta meglio la mia difficoltà a frequentare il genere è sicuramente Noise, che è anche la galleria più “sporca” e più “punk”,

Uscire dal genere può essere più faticoso, ci costringe a interpretazione, previsualizzazione e creatività, ma è un prezzo che si paga volentieri per una libertà che premia le menti curiose.