Niente di inciso su tavole di pietra, ma qualche personale osservazione “al contrario” su quello che, secondo me, ogni fotografo, professionista o meno, dovrebbe evitare, prima di tutto per un sano rapporto con la propria professione/passione.

  1. Ignorare il lavoro degli altri. E’ un po’ banale, ma penso che ci sia sempre da imparare dagli altri. Il confronto non è solo sano per ridimensionare il nostro ego, ma anche per crescere, professionalmente e umanamente.
  2. Interessarsi solo di fotografia. Se amiamo sinceramente l’arte e la cultura, in senso ampio, le nostre foto saranno più belle e interessanti: provare per credere.
  3. Essere pigri. Evitiamo il più possibile la routine: gli stessi posti, le solite inquadrature, il genere (parola che da sola mi fa rabbrividire!).
  4. Non avere rispetto per i soggetti. Le modelle non sono bambole, gli edifici non sono solo mucchi di mattoni e i paesaggi sassi, sabbia, acqua e cielo. Chi non entra in profonda relazione con ciò che fotografa non può che interpretare in modo banale, freddo e distaccato ciò che vede.
  5. Non essere aperti al dialogo. La fotografia, credetemi, è fatta prima di tutto di parole. Si scrive per progettare, ci si relaziona con i colleghi e con chi è presente sul set, ci si confronta con il pubblico in workshop e conferenze… i fotografi migliori sono i più costruttivamente chiacchieroni (almeno nella mia personale esperienza).
  6. Essere ossessionati dal desiderio di compiacere pubblico e committenti. Alla base ciò che fate vi deve piacere e convincere. Senza alterigia o vanità, ma se non siamo convinti noi di quello che stiamo facendo, per quanto possiamo prostrarci non soddisfaremo neanche l'”utente finale” del nostro lavoro.
  7. Evitare di risolvere i nostri limiti. Non sapete usare bene i flash? La vostra composizione non vi convince? Le foto sono sempre esposte in modo “strano”? Bene, è il momento di affrontare i vostri limiti e di risolverli, ne guadagnerete in tecnica e in autostima.
  8. Essere “full digital”: la vera vita non è nei social, l’elettronica è solo uno strumento e un geek non è necessariamente un artista.
  9. Avere paura di sbagliare. L’ansia da prestazione e l’insicurezza delle proprie capacità bloccano la crescita più di un’alimentazione inadeguata! Se non si sperimenta e se non si sbaglia è difficile essere autori maturi.
  10. Sentirsi “imparati” e “arrivati”. Solo dopo la nostra dipartita, preferibilmente tra almeno un paio di secoli.