Ci sono posti dove il tempo assume un ritmo differente.
Io li chiamo “non-luoghi“, zone di attesa e di transizione, come le sale di aspetto, i treni vuoti, i bar di stazioni e aereoporti, spesso vuoti di significati propri, ma carichi di quelli di chi li attraversa.
Il valore dei non-luoghi è nell’attesa di un paziente in una sala d’aspetto, nelle storie dei passeggeri di un treno o di un aereo, nel silenzioso transito delle persone in un sottopassaggio.
Per una settimana, armati solo di smartphone, provate a raccontare queste curiose architetture, arricchendole con la vostra visione.