Ogni tanto vengo preso dal “sacro furore” e metto ordine, il che per me spesso significa… buttare via, soprattutto carta.

Così ho dedicato un paio di giornate a spulciare qualche scatolone che conteneva tutto ciò che avevo pubblicato negli anni sulla tecnologia, articoli, opere a fascicoli e libri.

E ne è venuto fuori un vero e proprio museo dell’informatica: browser scomparsi, tecnologie sostituite da altre più moderne almeno due o tre volte, versioni improbabili del software…

D’altra parte quando ho iniziato il Personal Computer era diffuso tra pochissimi iniziati, eravamo una specie di loggia, si scrivevano i testi con Wordstar per DOS, si copiavano floppy disc protetti con CopyQM e gli studenti di ingegneria, con modi da pusher, commerciavano e speculavano in RAM, coprocessori matematici e, più avanti, in masterizzatori e in tutto ciò che con i medesimi potevano duplicare.

Se siete stati dei Geek, o se lo siete ancora, date un’occhiata alle due raccolte che vi propongo qui sotto, ci troverete riviste leggendarie e scomparse, libri che parlano di arcane tecnologie del passato e opere a fascicoli allegate a quotidiani che oggi agonizzano sotto l’attacco dell’Internet che allora nasceva e che noi provavamo a immaginare e raccontare.