Tra gli aspetti che amo di più della cultura anglosassone c’è sicuramente una forma di “pragmatismo non freddo”, che si esprime perfettamente anche nel campo della comunicazione.

Nel giornalismo, in particolare, le famose “Cinque W” riassumono con rara efficacia che cosa ci dovrebbe essere sempre in un articolo:

  1. WHO (Chi)
  2. WHAT (Che cosa)
  3. WHEN (Quando)
  4. WHERE (Dove)
  5. WHY (Perché)

Mi piace pensare che questa attenzione possa essere posta anche nella narrazione visiva e, specificatamente, in quella fotografica.

Lo cantava anche Rod Stewart: “Every picture tells a story“, quindi cerchiamo di valorizzare il nostro storytelling visuale arricchendolo (senza ossessionarci) con le 5W.

Attenzione, il linguaggio non deve essere per forza didascalico ed esplicito: con le immagini possiamo anche suggerire gli elementi, oppure lavorare per sottrazione, lasciando a chi vede le nostre foto, e alla sua capacità di interpretazione, parte del processo di rappresentazione della nostra idea.

Nell’immagine che segue, una mia semplice interpretazione delle 5W, in uno scatto di azione sportiva:

  1. WHO, è una rappresentazione esplicita degli atleti;
  2. WHAT, l’azione sportiva è rappresentata in modo altrettanto evidente e il più possibile dinamico;
  3. WHEN, il pettorale individua la gara;
  4. WHERE, in questo caso ho deciso di rendere indefinito l’ambiente, sfocando, desaturando e lavorando sul contrasto, per “sospendere” l’azione in uno spazio che, in qualche modo, “congela” anche il tempo;
  5. WHY, il perché viene riassunto dall’immagine nel suo insieme.

Se siete interessati a utilizzare lo storytelling per far conoscere la vostra attività, i vostri prodotti e i vostri servizi, contattatemi, realizzeremo insieme un progetto di comunicazione integrata adatto alle vostre specifiche esigenze.

 

visual storytelling