E’ indubbio che la Rete abbia mischiato le carte in tavola, ridefinendo (e rendendo a volte indefiniti) i confini tra i “pro” e gli amatori, un tema che ho già affrontato in precedenza, in un’altra ottica.
La mia opinione, in generale, è che la “prova del nove” arrivi quando si decide di stampare.
Una stampa di adeguate dimensioni appesa a una parete, o un libro fotografico, rappresentano una soddisfazione e un impegno immensamente superiori a qualche “mi piace” sui social network, comodo rifugio dei fotografi “poser”.

Anche un amatore può cimentarsi nella creazione di un suo libro personale, anzi penso che possa essere uno stimolo incredibile a migliorarsi tecnicamente, a sviluppare una creatività ben definita e a pensare al proprio lavoro in termini concettualmente più articolati.
Insomma, un vero progetto.
E allora perchè non provare?
Con un servizio come Blurb potrete fare a meno di un’editore, di stampare grandi quantità (potete anche limitare la “tiratura” a una sola copia) e, se usate i modelli di impaginazione “precotti” (peraltro validissimi), non dovrete neanche preoccuparvi di impaginare.
Per un fotoamatore volenteroso potrebbe essere una bella idea per indirizzare per alcuni mesi la sua attività verso un progetto preciso, magari con l’obiettivo di stampare alcune copie di uno oggetto che potrebbe diventare un regalo originale per gli amici.
Blurb offe, poi,  la possibilità di commercializzare anche i propri libri.

Ma questa è un’altra parte del sogno