Tra le mie attivitàuna di quelle che amo di più è sicuramente la didattica.

E’ un settore che frequento da tempo, con miei libri di alfabetizzazione informatica di qualche anno fa, sino ai testi di scolastica, all’attività di istruttore sub (purtroppo ormai abbandonata per mancanza di tempo), i workshop di marketing e comunicazione per gli operatori turistici e quelli fotografici.

Avrete notato che uso sempre il termine workshop” e non “corsi”.

Questo perché questa definizione racchiude in sé qualcosa di “operativo” e “cooperativo” che ben descrive il mio approccio alla didattica, che è molto legato alla “scoperta guidata”.

Preferisco, cioè, che i miei allievi non “subiscano” un corso, ma che partecipino attivamente alle attività creative e organizzative, all’interno delle quali intervengo, in qualità di discreta guida, in due ambiti principaliil metodo di lavoro e le competenze tecniche, soprattutto per ciò che riguarda la fotografia e l’imaging.

Molti miei allievi possiedono delle conoscenze tecniche, a volte anche avanzate, che però vogliono approfondire nei temi specifici trattati nei vari workshop.

Le loro necessità principali, quasi sempre, sono quelle di “mettere ordine” tra le idee, di sviluppare un metodo e un gusto personali e di approfondire temi particolari o chiarirsi dei dubbi.

Per questo preferisco non pormi come “teacher”, ma come “trainer”, definizione che preferisco, dato che incorpora in sé più un concetto di aiuto nello sviluppare le proprie capacità che non di semplice trasmissione di conoscenza.

E, cosa da non sottovalutare, per me è fondamentale che chi partecipa a un mio workshop torni a casa con la certezza di avere imparato qualcosa, ma anche di essersi divertito e confrontato con altre persone.