Tempo fa ho avuto modo di partecipare a una masterclass di Jean Gaumy di Magnum.

Tra le domande poste dal docente agli allievi c’è stata la fatidica “a te quali fotografi piacciono?“.

Più o meno tutti i miei compagni hanno nominato con serietà grandi fotografi del passato (quasi sempre paesaggisti), mentre a me, in una sorta di delirio interiore e con una certa carica iconoclasta che fa parte del mio lato migliore, è partita nella testa in loop una cover personalizzata di Bandiera Bianca di Battiato: … “A Cartier-Bresson e Ansel Adams preferisco l’insalata, a McCurry l’uva passa…”.

Mi hanno salvato i tempi, ero l’ultimo e non ho avuto modo di snocciolare la mia lista, che penso avrebbe lasciato perplessi tutti, docente incluso: Nacthway,
Lucas, Basilico, Toscani, Scianna, Candé, Gastel, Newton…

C’è di tutto: fotografia commerciale (la forma più nobile di fotografia, secondo me), il reportage sociale e di guerra, la moda, …

Nessun paesaggista, sono tutti fotografi “di persone” e il loro lavoro è caratterizzato dalla più completa assenza di retorica.

Siamo onesti, la fotografia è spesso pallosissima, specialmente per noi fotografi, ed è per questo che nei miei workshop e corsi non chiedo mai “chi sono i vostri fotografi preferiti“, ma piuttosto mi piace interpretare i gusti musicali dei miei allievi, i loro viaggi, le pietanze che amano di più, i loro amori, le idee politiche, per aiutarli a scoprire la loro chiave espressiva visiva.