Per me è quasi un mantra: “fotografare meno, fotografare meglio“, che spesso ripeto anche agli allievi dei miei corsi e workshop.

Banalizzando, sono veramente convinto che sia meglio tornare a casa con una sola foto significativa, piuttosto che con cento immagini banali.

Ecco quindi sette “tentazioni” da evitare il più possibile.

  1. Evitare la bulimia: scattare a casaccio foto di qualsiasi soggetto è inutile, anzi dannoso (forse anche per la salute :-D).
  2. Manca la “storia”: è una mia chiave di interpretazione, però se un’immagine non ha un potere narrativo, non solo non la scatto, ma evito anche di guardarla se è di qualcun altro.
  3. Interessa solo a noi: è un concetto simile, mi piace considerare ogni fotografia come un atto comunicativo, inutile se non si pensa di rivolgersi a un pubblico.
  4. Non si rispetterebbe il soggetto. Molti sono i motivi per i quali è meglio evitare di fotografare specifici soggetti (e non solo umani): religiosi, antropologici, di sicurezza, … Le variabili sono etiche, quindi molto delicate e personali.
  5. Il troppo e il nulla: foto eccessivamente “pregne” o “minimali”, sono due linguaggi estremi che spesso sconfinano nel mero esercizio stilistico.
  6. Troppo o troppo poco controllo: è difficile fotografare nel casino più totale o, al contrario, in situazioni e ambienti sterili. Troppi o troppo pochi stimoli esterni possono influenzare negativamente il nostro lavoro.
  7. Manca la motivazione: è un fattore importante, a volte proprio “non ce n’è”. Questo ovviamente vale se non fotografate su commissione, caso nel quale dovrete invece allenare la capacità di attivare i vostri migliori “neuroni creativi” anche a comando.