Uno dei più grossi fraintendimenti della società tecnologica è quello che tende a confondere i mezzi con il fine.

Non sfugge il mestiere del fotografo, che spesso viene visto più come uno smanettone, super-esperto di tecnologie e attrezzature, mentre se ne trascura (e lo facciamo anche noi) il suo ruolo più importante: quello di autore.

Ai miei allievi e a i miei clienti spesso propongo un paragone: guidando un’automobile è sì importante sapere sterzare, usare l’accoppiata cambio/frizione e così via, ma questi sono automatismi che devono essere acquisiti e applicati senza nemmeno considerarli.

Quello che conta è l’attenzione al percorso e, soprattutto, la meta alla quale vogliamo giungere, un concetto che vale per l’automobile come per la macchina fotografica.

Ogni tanto, quindi, fa bene ridurre i fardelli tecnici e concentrarsi sull’idea e sulla sua esecuzione.

Ecco cinque semplificazioni che ci possono aiutare e ricondurre sulla direzione autorale di una sorta di “slow-photography”:

  • Ridurre il corredo delle ottiche
  • Fotografare solo con luce naturale, anche in studio
  • Evitare qualsiasi automatismo, anche nella messa a fuoco
  • Progettare e realizzare le immagini per essere stampate
  • Lavorare con soggetti umani, interagendo con profondità con loro

Le attività artigianali, come la fotografia, vivono di idee e di dedizione, non di utensili: ogni tanto è bene ricordarselo.