Se avete fatto uno “scatto in avanti” e state iniziando a immaginare ogni vostra fotografia come un piccolo progetto, forse può essere utile anche riassumere un facile workflow ideativo.

Ovviamente vi presento uno schema assolutamente personale, molto semplice, che applico ormai in modo quasi automatico, dando la massima importanza al progetto.

Lo schema che voi presento qui sotto parte da un concetto: ciò che conta in un atto comunicativo, come mi piace pensare anche la fotografia, è l’idea, ossia “cosa” voglio esprimere. Il “come” viene dopo.

Il progetto

Cosa voglio esprimere?  Quale sarà la destinazione della foto? Queste sono due delle domande che ci dobbiamo porre ben prima di scattare foto, la base per comunicare attraverso le immagini, per creare l’interazione soggetto-fotografo-pubblico che è un po’ la mia piacevole ossessione.

Il mio consiglio è quello di scrivere, anche solo dei brevi appunti che descrivano scopi e modalità del progetto. Ovviamente sarebbe assurdo farlo per una sola foto, però abituatevi a porvi, prima di scattare ogni singola immagine, il “perché lo fate”.

L’analisi

Dove avverrà lo shooting? Con chi? Quali saranno le condizioni ambientali? Che attrezzatura userò? Definito il “cosa”, passate al “come”, approfondendo aspetti tecnici, compositivi, ambientali, … Siete arrivati al “come lo fate”.

La risoluzione dei problemi

La fotografia è un’attività artigianale e, da bravi artigiani, dovrete imparare soprattutto a risolvere problemi in fase operativa: una luce non perfetta, il rapporto magari un po’ difficile con una modella, qualche magagna dell’ultimo momento con l’attrezzatura… Mente ferma e organizzata, questo è il “come lo fate, ma…”.

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