In questo post sarò un po’ contraddittorio, sin dall’incipit.

Parlerò, infatti, del tema della scelta della location ma, contemporaneamente sono convinto che dovremmo essere in caso di portare a casa una buona, bella o efficace fotografia in qualsiasi condizione.

La nostra flessibilità, quindi, è tra le principali capacità da coltivare.

Detto questo, è comunque utile potere esercitare un certo controllo su alcuni aspetti di un servizio fotografico, soprattutto se si svolgerà lontano dalla nostra sede o in condizioni particolari.

Se lavoriamo in esterni, probabilmente la variabile più importante è la location che scegliamo.

Vediamo quindi qualche esempio di situazioni da evitare, o, a volte, alle quali approcciarsi con particolare attenzione.

Luoghi disumanizzati

Questa è una mia personale idiosincrasia. Anche da spettatore trovo molta difficoltà a interpretare luoghi privi di interesse umano. Non parlo di semplice antropizzazione, ma della capacità di un ambiente di suscitare un desiderio di immedesimazione, interpretazione o altro nello spettatore. Spesso mi capita di vedere bellissime fotografie di paesaggio che, però, non mi “smuovono” nulla. A volte questo limite può essere superato con il nostro intervento, cambiando la composizione o latri fattori e, quindi, sull’interpretazione di ciò che vediamo. La nostra soggettività può restituire alla location la capacità di attrarre i nostri simili.

Le cartoline

E’ un altro limite personale: negli ambienti troppo “perfettini“, come quello della foto in fondo all’articolo, faccio fatica a trovare stimoli e letture interessanti. Mi è anche difficile porre i soggetti (modelli o altro) in una prospettiva che non sia troppo neutra. La perfezione spesso è noiosa, nel difetto mi è più facile trovare uno spunto interpretativo stimolante.

Il troppo e il troppo poco

E’ una questione geometrica e compositiva: avrete molte difficoltà a interpretare un servizio in ambienti troppo “desertici” o “sovraffollati”.

Si tratta di location alle quali vi converrà avvicinarci con calma, frequentandole e fotografandole inizialmente al di fuori dell’attività retribuita. Una sorta di “palestra” che vi aiuterà successivamente.

Posti fuori controllo

Piazze affollate, manifestazioni, ambiento con clima difficile e variabile: sono alcuni esempi di situazioni molto faticose, che vi costringeranno a essere molto adattabili e pazienti.

Immaginate di scattare foto di moda in un’affollata piazza milanese, dovrete aspettare spesso il giusto momento, nel quale attorno ai modelli si creerà il vuoto, o il movimento della folla che state ricercando.

Le terre di mezzo

Giornate nebbiose, ambienti urbani degradati, controluce, … Situazioni e luoghi “borderline”, che, però, io amo molto. 

Non sono situazioni per tutti, ma se, caratterialmente, siete portati alla ricerca, allora l’interpretazione di queste location “difficili” potrà darvi molte soddisfazioni e aiutarvi nella definizione di uno stile personale e riconoscibile.

 

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