Spesso la neve è un elemento complicato da fotografare.

Innanzitutto vi sono quasi sempre delle dominanti da correggere, un argomento che abbiamo già trattato in precedenza.

Il secondo elemento critico è l’esposizione: esporre solamente per la neve significa spesso “affondare” altri elementi nelle ombre, mentre se esponiamo su di essi la neve diventa una massa indistinta.

Diciamo che conviene, ed è una regola che vale quasi sempre per la fotografia digitale, esporre sulle luci, per recuperare poi le ombre.

Vediamo un semplice workflow, basato su Nik Viveza e Imagenomics Noiseware, che ci può aiutare a dare “corpo” alla neve.

Partiamo da un RAW abbastanza bilanciato, ma piuttosto piatto e con evidenti dominanti azzurre.

Ecco i cinque passi di un workflow semplice, ma efficace:

  • in Viveza aumentiamo le ombre, che contribuiscono a dare profondità all’immagine;

snow - 1

  • correggiamo di conseguenza, se necessario, la luminosità e il contrasto

snow - 2

  • adesso arriviamo al controllo veramente “magico”: con Struttura valorizziamo la trama della neve, senza esagerare, pena risultati irreali e un aumento incontrollabile del rumore;

snow - 3

  • non ci rimane che desaturare, usando i Punti di controllo (con i quali ho ulteriormente “pompato” la struttura solo in due zone definite). L’alternativa più raffinata è quella di usare le selezioni e il Pennello di Photoshop per applicare selettivamente le modifiche;

snow - 4

  • ed ecco l’ultimo passaggio con Imagenomics, per diminuire il rumore, soprattutto nel cielo (anche qui converrebbe usare una selezione).

snow - 5

Qui sotto potete vedere la differenza tra originale e immagine postprodotta (con il metodo dei punti di controllo, per sveltire la lavorazione).

Quello che vi ho presentato, ovviamente, è un workflow molto “basic”, se vi interessano le sue varianti evolute, insieme a molti altri consigli su come usare al meglio Google Nik Collection, vi segnalo il mio workshop, che avrà luogo a Milano il 6 dicembre.