Viviamo in tempi a volte ossessivi, veloci, con il terrore del “vuoto”.

Ci sembra di dovere sempre “fare”, di riempire ogni secondo della nostra vita di azioni significative, per noi e per gli altri.

Per il fotografo questo rischio è forte, il pericolo è quello di rinchiudere la realtà nel campo del mirino, perdendone la sua completezza.

Eppure è bello, a volte, gustare la rinuncia, sfuggire dall’obbligo, assaporare l’istante.

A volte è meglio fare come Sean Penn ne I sogni segreti di Walter Mitty, preferire l’esperienza alla sua rappresentazione.