Riducendo all’osso, in fotografia c’è un unico elemento del quale proprio non possiamo fare a meno: la luce, con la quale ciascuno di noi intrattiene rapporti differenti.

Di seguito vi propongo una semplificazione di come ciascuno di noi può e riesce a entrare in relazione con la luce.

La subiamo

In genere la “ricerca della luce perfetta” non è un problema per i novizi, troppo preoccupati a imparare la tecnica e ad approcciarsi ai primi scatti.

Quando si inizia si scatta molto e sempre, badando poco alla qualità e al tipo di illuminazione: la luce c’è, è come è e sta a noi adattarci alle sue condizioni.

Curiosamente, al fotografo “evoluto” a volte tocca muoversi come il neofita: ci possiamo trovare in condizioni di luce non ideali, la nostra bravura sta nel riuscire lo stesso a portare a casa qualche buona foto.

La conosciamo

Dopo un po’ di tempo, concetti come esposizione, luci e ombre, dominanti e orari ideali non sono più così esoterici.

Iniziamo, quindi, a decidere di fotografare i paesaggi nella golden e nella blue hour, a sfruttare un taglio naturale di luce interessante per un ritratto, a esporre correttamente e ad apprezzare l’utilità “tridimensionale” delle ombre.

E’ questo un processo di apprendimento e di relazione che durerà tutta la vita.

La controlliamo

Ok, adesso siamo in grado di scattare “foto giuste“, “foto belle” e “foto efficaci“. E’ giunto il momento di iniziare a fotografare “come vogliamo“.

Cominciamo quindi a smanettare con pannelli riflettenti, luce continua e flash, mischiando luci naturali e artificiali.

In genere il punto di partenza è il lampo di schiarita nel controluce e nel ritratto, altre volte abbiamo la necessità di controllare la luce in ambiente di studio, per immagini still-life o altro.

La luce non ha più segreti e iniziamo a usarla per “dipingere” secondo le nostre necessità.

La controlliamo (ma non si vede)

Bene, se siamo in grado di applicare tutte le tecniche corrette di esposizione, illuminazione, composizione e a fare interagire in modo armonioso luce naturale e artificiale, postproducendo in modo efficace e creativo, allora abbiamo raggiunto il migliore risultato.

La migliore applicazione delle più avanzate e raffinate tecniche, infatti, è quella che porta a un risultato nel quale tutto sembra naturale.

Quando, per esempio, il bilanciamento tra la luce ambiente e quella di un flash fill-in porta a una situazione nella quale non si capisce che è stato usato un flash.

Buon divertimento, quindi, nell’esplorare l’infinito confine tra luci e ombre.

luce