Spesso, troppo spesso, ci concentriamo sugli aspetti formali dei nostri scatti, dimenticando quelli che secondo me invece sono quelli più importanti: la narrazione e l’intento.

La nostra caccia alla luce perfetta, alla composizione più bilanciata o alla migliore nitidezza spessissimo ci fanno dimenticare che, prima di tutto, le nostre fotografie dovrebbero suscitare emozione in chi le guarda.
Questa settimana, quindi, vi chiedo di abbandonare l’occhio “perfettino” e di puntare, appunto, sull’emozione.
E’ quello che io faccio spesso, scattando con uno smartphone, accentuando i segni del tempo su un viso, “indurendo” gli aspetti materici degli elementi naturali, o preferendo condizioni meteorologiche avverse per le mie uscite fotografiche.
Per spiegarmi meglio, vi propongo, invece, di un’immagine, un esempio musicale.
Questa versione di Summertime di Janis Joplin è piena di difetti: i fiati dell’intro sono quasi infantili, la chitarra incespica continuamente, il basso e la batteria (che sembra di cartone) ogni tanto se ne vanno in direzioni diverse.
Poi entra una voce roca, sgraziata.
Ed è magia.