Questo fine settimana ho avuto la possibilità di partecipare a una masterclass di fotografia, che ha avuto luogo presso il Forte di Bard, grazie alla collaborazione con Magnum e Leica.

Il docente era Jean Gaumy, del quale, onestamente, conoscevo la fama, ma non il lavoro.

Il sabato è stato dedicato allo shooting e la domenica alla lettura delle immagini scattate il giorno prima e di un ridotto portfolio degli allievi.

Gaumy è sempre stato molto disponibile e assolutamente generoso nel prodigarsi in consigli e indicazioni, ma anche in suggerimenti e incoraggiamenti, soprattutto nei confronti degli allievi meno esperti.

Il profilo della classe era piacevolmente eterogeneo, con fotografi professionisti, fotogiornalisti, “semplici fotoamatori” spesso in grado di padroneggiare un linguaggio visivo molto maturo, artisti, fotografi glamour e minimalisti appassionati di nordici whiteout, il tutto nonostante il workshop fosse indirizzato nello specifico al paesaggio.

Il confronto con il gruppo è stato assolutamente piacevole e divertente e ho l’impressione che il classico “teniamoci in contatto” di circostanza in questo caso possa non cadere nel vuoto.

Riguardo all’esperienza didattica, ho un po’ sofferto la location per gli scatti (zone limitrofe alle due stazioni della nuova Funivia del Monte Bianco), un’area troppo poco “wild”, ma nemmeno così “industriale”, insomma, per me, un “terra di mezzo” nella quale mi è difficile dare una lettura sincera del paesaggio, complice anche la scelta dell’orario, con la totale assenza di ombre, che per me sono sempre valide alleate.

Fantastica è stata, invece, la lettura dei portfolio, che Gaumy ha condotto con un’invidiabile energia. Un’esperienza, anche in questo caso, utilissima soprattutto per la possibilità di confrontarsi con altri mondi, con altri linguaggi e con altre chiavi di lettura.

Condivido con voi qualche scatto della giornata di sabato, lavorati “al volo” (qualcuno direttamente sullo smartphone con Snapseed, altri con una manciata di minuti di Photoshop).