Molti mi chiedono quanto sia importante per me la stabilizzazione delle lenti, anche in virtù del fatto che molta della mia attività riguarda sport e azione.

In realtà, e forse questo vi potrà stupire, non uso molto spesso lo stabilizzatore.

Per il paesaggio e l’architettura me lo dimentico proprio, lavoro spesso con il treppiede (dove i sistemi di stabilizzazione sono dannosi) e, usando focali generalmente corte, non ho questo tipo di problemi. Tutto di guadagnato per la nitidezza, ovviamente.

Per l’azione, invece, anche se uso tele anche spinti, disabilito lo stesso la stabilizzazione, per due motivi: per avere una maggiore nitidezza e per evitare i rallentamenti dell’autofocus (che invece mi serve bello rapido e reattivo!).

Lavoro ovviamente con velocità di otturazione rapide, alzando gli ISO se necessario (le fotocamere moderne di qualità lavorano bene anche a valori ISO medio-alti).

Questo è, tra l’altro, uno dei temi del mio workshop Sport & Action.

Nella fotografia aerea ragiono allo stesso modo, oltretutto la quantità di luce, spesso molto alta, mi permette anche di tenere bassi gli ISO.

Mi affido alla stabilizzazione, invece, in un solo caso: quando ho poca luce e, quindi, per sfruttare i diaframmi e le focali che mi servono, sono penalizzato da tempi di otturazione lenti.

Usando lenti Nikon, ho disponibile anche su alcune ottiche il VR Active (che teoricamente andrebbe usato se si fotografa da un veicolo): confesso, non lo ho mai usato in vita mia.

Tutto ciò riguarda solo la fotografia, nel video, invece, la stabilizzazione serve, eccome!

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