Quando il fotografo legge una mappa geografica, lo fa in modo differente dal turista o dall’escursionista.

Al di là delle “normali” considerazioni, ossia l’analisi preventiva del territorio e la pianificazione degli itinerari, infatti, noi abbiamo fondamentalmente due esigenze specifiche: quella di individuare i migliori spot dai e verso i quali scattare e, ovviamente, quella di essere nel posto giusto nel momento della luce migliore.

E’ quindi evidente che, leggendo una mappa, dovremo prestare attenzione al movimento del sole e alle quote degli elementi del paesaggio (edifici, montagne, alberi, …) e alla proiezione delle loro ombre.

Affronto sempre questi temi in modo approfondito nel corso dei miei workshop-trekking e in quelli dedicati al paesaggio urbano, mentre qui vi fornisco qualche appunto su come procedo generalmente:

  • Inizio con un’analisi sommaria con Google Maps e Google Earth. A volte uso anche Panoramio per farmi un’idea di quali siano i soggetti interessanti da fotografare.
  • In alternativa, consulto direttamente solo Google Earth.
  • Mi procuro successivamente mappe dettagliate dell’area (in formato cartaceo o digitale) e analizzo e pianifico con attenzione l’itinerario, in base ai soggetti che mi interessano e alle posizioni nelle quali mi dovrò trovare per fotografarli.
  • Integro quest’analisi con la verifica delle condizioni di luce, usando l’app Sun Surveyor.

Ovviamente la procedura è più complessa e flessibile (e si estende a temi quali il gps tracking “sul campo” e l’utilizzo, sempre in questo ambito, di app come MyTrails), se volete approfondire l’argomento potete contattarmi per seguire uno dei miei workshop.

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