In attesa di presentarvi le date del nuovo workshop, Smart Photography, proseguiamo con gli approfondimenti dell’articolo di qualche giorno fa, all’interno del quale vi ho riassunto il workflow per la gestione delle immagini tramite mobile device.
Oggi affronteremo la situazione più semplice: quella nella quale ogni singola operazione, nella sequenza scatto>postproduzione>condivisione e archiviazione avvengono tutte tramite lo stesso device, lo smartphone.
Ovviamente devono essere soddisfatti alcuni requisiti: la fotocamera deve essere di buona qualità, il display ampio, per permetterci l’editing e, ovviamente, dobbiamo disporre di connettività, tramite rete mobile o wi-fi, per la condivisione.
Io ho utilizzato per questi tutorial un Samsung Galaxy S4, che soddisfa i requisiti sopra indicati, oltre a presentare il vantaggio di un S.O., Android, che preferisco nettamente a iOS o Windows Mobile (ma di questo argomento parleremo tra qualche giorno).
Riguardo alle app, come spesso accade opto per la soluzione più semplice.
Scatto le foto, infatti, con l’app nativa di Android, che ha tutte le opzioni che mi servono.
Per i paesaggi, generalmente, uso il Modo Colore ricco. Riguardo alle altre impostazioni, imposto la massima dimensione delle immagini, stando attento a scegliere la proporzione 4:3, e non 16:9.
Per comodità ho sempre attivato anche il Tag posizione, per georeferenziare gli scatti, nel caso non mi ricordassi dove sono stati effettuati.
Una volta acquisita la foto, se decido di postprodurla al volo, uso Snapseed, la trasposizione per apparati mobili, semplificata e gratuita, dei Nik Software.
La mia opinione è un po’ controtendenza rispetto a quella generale: per la fotografia “mobile” preferisco intervenire per rendere il più possibile corrette le immagini, evitando effetti “creativi” alla Instagram.
Questo è il mio workflow semplificato con Snapseed:

  • contrasto e colore, tramite Automatic;
  • saturazione, luminosità e contrasto, a zone, con Selective Adjust;
  • nitidezza e struttura con Details;
  • eventuali Crop.

Evito accuratamente qualsiasi altro filtro, salvo follie del momento.
Dopo avere salvato l’immagine, se necessario la condivido, selezionandola tramite Galleria
Per la condivisione, oltre a copiare le foto in Dropbox, per poterle poi scaricare con comodità su notebook e stazioni fisse, oltre che con il tablet, di solito sfrutto Instagram e Pinterest, per le community particolarmente attente alla fotografia. 
Riguardo a Instagram, l’unica operazione che effettuo è l’obbligatorio crop nel formato quadrato, oltre che l’aggiunta di tag e geolocalizzazione.
Tramite Instagram, poi, se necessario “sparo” la foto direttamente su Facebook, Tumblr e Twitter.
Nel prossimo post vi spiegherò come utilizzare lo smartphone per lo scatto e il tablet, o il computer, per l’editing.