Il reportage, magari in ambito sportivo, è, tra i generi fotografici, probabilmente quello che mette più a dura prova la nostra capacità di lavorare sotto stress e di pensare e muoverci velocemente.
Nei prossimi giorni vi proporrò, per la serie Revealed shots, le storie che stanno dietro a un paio di fotografie che ho realizzato durante i due giorni della OPA Continental CUP Gressoney, dedicata allo sci nordico.
E’ stato un lavoro complesso, ma, soprattutto, veloce, molto veloce! ;-)
Vi riassumo, in dieci punti, quello che penso potrebbe esservi utile in una situazione simile:

  1. se possibile, effettuate una ricognizione il giorno prima. A me è servita per rintracciare i migliori spot lungo il percorso di gara, per capire come spostarmi da uno all’altro, ma anche per scattare immagini “di backstage”, come quelle degli skiman al lavoro e degli atleti in una situazione relativamente rilassata (riconoscete questi scatti perché gli sciatori non indossano il pettorale di gara);
  2. è una buona idea lavorare con due corpi macchina, si evita di perdere tempo a cambiare ottiche e non si sporca il sensore (in caso di pioggia, neve o vento il disastro è assicurato);
  3. usate tempi di scatto veloci, io personalmente ho alzato gli ISO a 400, lavorando a priorità di diaframma, per potere giocare sulla profondità di campo). Se non padroneggiate bene questa modalità, preferite quella a priorità di tempi, usando, appunto, tempi veloci;
  4. portate con voi poco, ma tutto quello che vi serve. Nel mio caso ho evitato lo zaino, ma ho usato un paio di economici pantaloni da caccia invernali (non sono un cacciatore), nelle cui molte tasche ho posto panno per la pulizia e lenspen, batterie e memorie di ricambio, un paio di barrette ai cereali, il cellulare e la radio. In uno zaino che ho lasciato alla partenza c’erano ottiche di ricambio, flash, caricabatterie vari e invertitore per collegarli eventualmente alla presa dell’accendino di un autoveicolo;
  5. siate molto prudenti, se avete accesso alle zone dove si svolge l’azione sportiva, non intralciate gli atleti e lo staff;
  6. rispettate il lavoro dei colleghi, degli atleti, dello staff, dei volontari e dell’organizzazione. Essere collaborativi, anche con i “concorrenti” aiuta, almeno a migliorare il nostro carattere;
  7. verificate dove sono i punti di ristoro, dopo tante ore nella neve una bevanda calda ogni tanto è vitale;
  8. scattate a raffica, è difficile prevedere quando ci sarà una magica combinazione tra espressione e posa del soggetto. Butterete via molto materiale, ma è meglio una lunga selezione di uno scatto perso. Più che su tecniche esotiche, esercitate capacità di visione e, soprattutto, curiosità. In questo servizio ho tentato di raccontare una piccola storia in ogni scatto;
  9. evitate esperimenti, usate solo le tecniche che padroneggiate. Il panning, per esempio, può essere molto bello, ma se non lo avete mai provato, evitate di perdere tempo. Non abbandonate il vostro repertorio. Io, per esempio, amo molto gli ultragrandangolari. In questa situazione probabilmente sono stato l’unico ad averne usato uno, i colleghi montavano tutti teleobiettivi;
  10. contestualizzate gli scatti: questo servizio senza qualche foto con il Monte Rosa sarebbe stato totalmente anonimo.

Su 500px ho anche pubblicato una piccola selezione di scatti.